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I dati sono come le scope di Topolino- Stregone nel film Fantasia: se non li ‘comandi’ ti sommergeranno

Pubblicato il 2018-02-16

Nel Data Lake, il lago di dati digitali che produciamo continuamente e nel quale siamo immersi, si può letteralmente ‘affogare’.
Lo sa bene ogni manager che deve fare la strategia tenendo conto dei dati economici, dell’andamento del magazzino, dei flussi di vendita, dei costi degli acquisti, etc., un’onda lunga di numeri da recuperare e integrare perché insieme possano rappresentare le informazioni sulle quali prendere decisioni; l’alternativa è vedere travolto il business e purtroppo alla lunga, anche il proprio incarico in azienda.

E’ il ‘lato oscuro’ dell’esplosione digitale di cui parla Andrea Granelli nei suoi libri e che ha ripreso sul numero di gennaio di Formiche, dove l’autore evocava ‘la meravigliosa metafora visiva inventata da Wal Disney per l’episodio dell’Apprendista – Stregone’ nel film Fantasia: Topolino-Stregone vuole lavare il pavimento comandando alle scope, ma a un certo punto le scope sfuggono al suo controllo e l’acqua inizia a crescere in modo vorticoso e diventa incontenibile.

ITReview è specializzata in soluzioni di integrazione e visualizzazione dei dati che mettono il manager nella auspicata condizione di poter ‘dare un senso strategico’ alle informazioni per nuotare nel Data Lake verso i migliori lidi.

Non sarà tuttavia un algoritmo a salvare il mondo.

Anzi, tra i ‘lati oscuri’ del digitale, Granelli citava proprio ‘la presa del potere degli algoritmi’.

A fare la differenza alla fine sarà dunque e sempre l’elemento umano, lo ‘stregone’.

Come ogni realtà intorno a noi ha una forma relativa a come noi sappiamo e possiamo recepirla, così anche nell’estrazione ed elaborazione dei dati entra in gioco il pensiero del consulente e del manager.

Ecco perché in ITReview diciamo che noi progettiamo ‘con’ il manager e non ‘per’ il manager.

‘Dobbiamo insomma lavorare all’incrocio tra le tecnologie e le scienze umane’, raccomanda Granelli, ‘solo così riusciremo a usare bene il digitale altrimenti, sarà lui a usare noi”. E’ la lezione di Adriano Olivetti ripresa da Steve Jobbs.

Attenzione a ignorare queste riflessioni. Baudelaire avvisa: “L’astuzia più grande del diavolo è convincerci che non esiste’.

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